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L’obiettivo

Poche volte capita nel nostro lavoro di osservare una sfida così emozionante, semplice e pur ardita , addomesticare il paesaggio reso barbaro e violento da secoli di sopraffazioni, ridare all’aria che respiriamo la giusta valenza e persino alla molecola di CO2 il ruolo che nella vita dell’umanità le compete.

Il temuto distruttore della nostra atmosfera altri non è che l’alimento di quasi tutte le specie animali e vegetali e dai tempi di Roma fino alla rivoluzione industriale del 1850 nessuno si era accorto della sua azione negativa.

L’uomo con le sue ansie di sicurezza e voglia di dominio, attraverso due secoli di devastazioni ambientali mimetizzate da sviluppo economico, è giunto fino al crollo del muro di Berlino senza accorgersi del danno provocato.

Solo dagli anni novanta è emersa questa attenzione e l’Occidente ha chiesto al pianeta di fermare lo sviluppo “irresponsabile”, ma il Terzo Mondo alle soglie del benessere gli ha negato l’ascolto .

Oggi la curva delle emissioni dovute all’uomo è ancora in rapida corsa e verso dove con differenti pessimismi è facile intuire.

Ovviamente questa analisi induce alla riflessione, ma non basta!

Oggi il perfezionamento di modelli positivi di comportamento ambientale, connesso alla logica dell’onesto profitto, può indicare una via, ma solo un’azione corale può affrontare questa sfida

e questa base è il lavoro della terra!